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Masseria Torcito

Categoria Masserie

All'inizio del XVI sec., a causa del crescente pericolo di attacco turco, nel Regno di Napoli ed in particolare in Terra d'Otranto, i viceré spagnoli ordinarono il miglioramento dei sistemi di difesa costieri.

Nell'entroterra furono riadattate le preesistenti torrette di avvistamento e costruite di nuove. Furono, inoltre, fortificati: castelli, masserie, e persino le chiese, rafforzate le mura cittadine.La Masseria di Torcito, poggiata su un lieve altopiano, a pochi chilometri dal mare, era fortemente esposta al pericolo di attacco turco, ma nello stesso tempo costituiva un buon punto di avvistamento. Molto probabilmente è proprio in questo periodo che la Masseria di Torcito, da semplice abitazione di massari (la struttura originale è riferibile al XII sec.), si trasforma in Masseria Fortificata. Vengono, infatti, costruite o rialzate le mura di cinta e viene edificato il primo piano, accessibile tramite una scala a pioli da una botola posta sul soffitto del piano terra. In caso di imminente pericolo, questo sistema consentiva, ritraendo la scala, di isolarsi al piano superiore. Qui un camino serviva a riscaldare alcuni liquidi (acqua, olio) che, bollenti, venivano gettati a terra dai piombatoi, costruiti sul parapetto del terrazzo. Cessato il pericolo di attacco e di incursioni nemiche, la Masseria subì numerose modifiche. Innanzitutto furono costruite le scale esterne che rendevano più facile l'accesso al piano superiore. Sul lato sud dell'edificio furono addossate nuove strutture: il fienile, la stalla, il forno ed altri locali adibiti a ricovero di animali e pastori furono eretti intorno alla Masseria. Fu costruita anche una chiesetta dedicata a S. Vito.

L'edificio, che non conserva nulla della vecchia funzione, poiché nel '900 è stato usato come deposito, è reso unico dall'eco che risuona al suo interno. Diverse attività gravitavano intorno alla Masseria: l'allevamento dei colombi, come testimoniato dall'imponente torre colombaia eretta a pochi passi; la molitura delle olive nel vicino frantoio ipogeo; la raccolta della neve nel periodo invernale, attestata dall'esistenza di due niviere semi-ipogee. L'antichità del borgo di Torcito è attestata anche dall'esistenza di una cripta e di alcune tombe scavate nella roccia relative ad un insediamento di monaci di rito greco - italico (sec. VIII - IX). La storia del villaggio di Torcito è stata resa ricca ed articolata dalle genti che lo hanno abitato e dal tempo che ne ha segnato le pietre e basta fare una passeggiata tra le sue mura e le sue strade carraie per riviverla.

Testo: Simona Cancelli

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