La Masseria di Torcito, poggiata su un lieve altopiano, a pochi chilometri dal mare, era fortemente esposta al pericolo di attacco turco, ma nello stesso tempo costituiva un buon punto di avvistamento. Molto probabilmente è proprio in questo periodo che la Masseria di Torcito, da semplice abitazione di massari (la struttura originale è riferibile al XII sec.), si trasforma in Masseria Fortificata. Vengono, infatti, costruite o rialzate le mura di cinta e viene edificato il primo piano, accessibile tramite una scala a pioli da una botola posta sul soffitto del piano terra. In caso di imminente pericolo, questo sistema consentiva, ritraendo la scala, di isolarsi al piano superiore. Qui un camino serviva a riscaldare alcuni liquidi (acqua, olio) che, bollenti, venivano gettati a terra dai piombatoi, costruiti sul parapetto del terrazzo. Cessato il pericolo di attacco e di incursioni nemiche, la Masseria subì numerose modifiche. Innanzitutto furono costruite le scale esterne che rendevano più facile l'accesso al piano superiore. Sul lato sud dell'edificio furono addossate nuove strutture: il fienile, la stalla, il forno ed altri locali adibiti a ricovero di animali e pastori furono eretti intorno alla Masseria. Fu costruita anche una chiesetta dedicata a S. Vito.
L'edificio, che non conserva nulla della vecchia funzione, poiché nel '900 è stato usato come deposito, è reso unico dall'eco che risuona al suo interno. Diverse attività gravitavano intorno alla Masseria: l'allevamento dei colombi, come testimoniato dall'imponente torre colombaia eretta a pochi passi; la molitura delle olive nel vicino frantoio ipogeo; la raccolta della neve nel periodo invernale, attestata dall'esistenza di due niviere semi-ipogee. L'antichità del borgo di Torcito è attestata anche dall'esistenza di una cripta e di alcune tombe scavate nella roccia relative ad un insediamento di monaci di rito greco - italico (sec. VIII - IX). La storia del villaggio di Torcito è stata resa ricca ed articolata dalle genti che lo hanno abitato e dal tempo che ne ha segnato le pietre e basta fare una passeggiata tra le sue mura e le sue strade carraie per riviverla.
Dotato di un portico (Seggio) anticamente adibito a banco di giustizia.
Cappella comunemente detta della "Madonna del Turco"
Detto colonna di Santu Lasi, dal nome della località in cui giace in attesa di restauro. La zona, posta sul pianoro della Serra di Montevergine, è ricca di testimonianze di antichi insediamenti umani risalenti sia neolitico che all'età del bronzo e all'epoca bizantina.
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